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Un buon posizionamento sui motori di ricerca è il modo migliore per portare traffico verso il tuo sito web. Anche meglio più delle campagne di social media marketing e direct email marketing, se le attività SEO vengono svolte nel modo giusto.

Per essere ben posizionati su un motore di ricerca bisogna che il motore di ricerca (Google, Bing, Yahoo, ...) riconosca l'autorevolezza del tuo sito web. Cosa che di certo non avviene da un giorno all'altro, specie se il tuo sito web è appena stato lanciato o ha subito un profondo restyling. Ci vogliono tempo e dedizione.

Tuttavia, ogni tanto capita di sentir parlare di soluzioni miracolose per assicurare il primo posto al tuo sito web su Google e altri motori di ricerca. Prima pagina assicurata per tutte le parole chiave e query!

Niente può essere più falso di una tale promessa. Per di più. non solo certe soluzioni non permettono al tuo sito web di essere primo sui motori di ricerca, ma addirittura lo penalizzano.

Ecco allora 5 attività SEO che non solo non migliorano il tuo posizionamento, ma addirittura lo danneggiano.

1. Keword stuffing

Il keyword stuffing è l'inserimento forsoso e innaturale di parole chiave in un sito web: nei paragrafi di testo, nei titoli, nei link... tale per cui la cosiddetta densità di parole chiave vs. parole non chiave diventa sproporzionata.

Chi attua questo genere di operazioni SEO pensa di favorire la propria pagina web agli occhi digitali di Google, a discapito della lettura da parte di utenti umani.

Il risultato è però l'esatto contrario: Google e gli altri motori di ricerca penalizzano, ormai da diversi anni, i siti web che esagerano con le parole chiave, perché li valutano con un criterio di lettura simile a quello degli esseri umani.

2. Guest blogging scriteriato

Il guest blogging dovrebbe aumentare la quantità di contenuti informativi originali presenti sulla rete. In reltà si è trasformato in un'abitudine di copia e incolla sempre dello stesso articolo.

Bisogna evitare di partecipare in guest blogging su siti che nascono palesemente a questo scopo, o in siti che parlano di argomenti troppo diversi da quello del tuo settore di riferimento.

3. Molti link piuttosto che buoni link

Il posizionamento sui motori di ricerca, e in particolare su Google, dipende dai link in ingresso o in entrata sul tuo sito web.

E' ovviamente preferibile ricevere link in ingresso da pochi siti di buona fama (autorevoli), piuttosto che da una moltitudine di siti anonimi senza autorità (vedi anche punto 2).

4. Mettere keyword nella meta description

Esistono due tag html particolarmente cari ai SEO di vecchio stamo: meta keywords e meta description.

Nella preistoria di Internet avevano lo scopo di indicare ai primi motori di ricerca gli argomenti di cui tratta il sito web a cui erano allegati, a partire dal 2009 non sono più utilizzati, come confermato in più occasioni da Google.

Scelta di questa mossa fu proprio quella di evitare il keyword stuffind su quei due tag html.

Oggi il tag meta keywords è del tutto ignorato da Google, mente il tag meta description viene utilizzato come anteprima del sito web nella pagina dei risultati del motore di ricerca, a discrezione di Google, nel caso in cui lo stesso motore di ricerca non sia stato in grado di ricavare automaticamente dalla pagina web una descrizione più accurata.

5. Contenuti duplicati

Come il keyword stuffing, anche questa attività SEO nasce con l'idea di accattivarsi i motori di ricerca con poca fatica.

Lo stesso testo (una descrizione di un prodotto, una press release, un articolo di blog, una recensione, ...) viene replicata su diverse pagine web dello stesso sito, oppure su più siti diversi.

Si tende quindi a privilegiare la diffusione di uno stesso contenuto, anziché sottolienarne la sua originalità.

E' quindi importante che la propria strategia SEO sia seguita e aggiornata con le ultime buone abitudini e informazioni raccomandate dagli stessi motori di ricerca.

Com'è la tua strategia SEO?

Se non ne hai una, possiamo aiutarti noi.

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Il tracciamento di proprietà multiple nella Search Console di Google è stato, fino all'altro giorno, un lavoro lungo e noioso.

Ad esempio, per tracciare sito web, app e canale di YouTube era necessario tracciare ciascuna proprietà individualmente.

Il 23 maggio 2016 Google ha introdotto una nuova feature nella propria Search Console: gli insiemi di proprietà (property sets), utili per il tracciamento collettivo di più proprietà contemporaneamente.

Come spiegato dalla stessa Google, per usufruire della nuova feature è necessario:

  1. Creazione dell'insieme di proprietà
  2. Aggiunta delle proprietà all'insieme
  3. Attendere il tracciamento dei dati
  4. Consultare i dati mediante il nuovo relativo report di Search Analytics

Gli URL all'interno dello stesso property set saranno trattati come singola entità, indipendentemente dalla proprietà che effettivamente è stata tracciata, e i dati saranno aggregati per host.

Gli insiemi di proprietà saranno quindi particolarmente utili per effettuare l'analisi congiunta del traffico in casi particolari tra cui:

  • traffico verso sito web desktop e differente sito web mobile
  • utilizzo di sito web responsive e di app nativa
  • navigazione in http e in https

Qual è la situazione SEO del tuo sito?

Hai problemi di ottimizzazione SEO? Hai bisogno di una mano con il tracciamento del traffico verso il tuo sito internet? Non sei sicuro di avere Google Analytics o non sai come funziona?

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Il team Librasoft, su commissione dell'ordine dei Frati Minori dell'Umbria e in collaborazione con Matitegiovanotte, ha lanciato sui principali mobile store la nuova App dedicata ad Assisi, l'Umbria e lo spirito Francescano. 

L'App, oltre le consuete features informazionali (orari, calendario, recapiti, località), dispone di funzionalità avanzate, come il calendario liturgico sincronizzato in tempo reale, la connessione in streaming video per seguire le celebrazioni, e la possibilità di essere utilizzata da tutti i principali browser desktop e mobile (Chrome. Firefox, Edge, Explorer, Opera) offrendo la stessa velocità ed esperienza di utilizzo. 

Librasoft si è occupata del progetto, design, testing e lancio dell'App, a cui è seguito un articolo su La Repubblica.

Per maggiori informazioni, visita il nostro portfolio.

Questo articolo fa parte della serie "Legge sui Cookie", divisa in cinque parti.

Vai alla prima parte Cos'è la legge sui cookie e come funziona, oppure alla parte precedente: Obblighi e sanzioni della legge sui cookie.

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