Blog App Development

"Ha senso fare un'app nativa per questo?" Tante volte ci siamo fatti questa domanda per i nostri progetti.

Qualche anno fa la risposta dipendeva da alcune funzionalità legate all'hardware. Deve utilizzare il GPS? Deve leggere dei codici QR (e quindi usare la fotocamera)? Deve funzionare offline? Se anche solo una di queste funzionalità era necessaria, occorreva necessariamente sviluppare un'app nativa.

Per questo motivo, le app web-based erano poco più di siti web con funzionalità gestionali, poco interattivi e limitati.

Eppure il mondo web-based, in confronto a quello nativo, ha immensi vantaggi: hai un solo codice sorgente standard per tutti i dispositivi, non sei soggetto ai cambi repentini (e spesso non compatibili) delle librerie di iOS e Android, non devi avere a che fare con gli store (quindi meno tempo perso a ripubblicare ad ogni modifica e nessuna licenza da pagare), infine hai la massima compatibilità con tutti i dispositivi con un accesso a internet. La conseguenza di questi vantaggi è importantissima: col web hai meno costi, di sviluppo e di gestione.

Negli ultimi anni, il W3C (il consorzio che definisce gli standard del mondo del web) ha introdotto una serie di funzionalità per colmare il gap che si era formato tra app web-based e app native. Scopriamo quali.

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Come anticipato, il 14 giugno abbiamo partecipato ad un evento ad alto contenuto digitale organizzato da Talea Consulting, #DigitalisNext.

Per questo evento abbiamo appositamente realizzato un'app che ha consentito a tutti i partecipanti di avere sempre sotto controllo l'agenda, gli speaker, i collegamenti ai social, e la possibilità di compilare un feedback form con assistente virtuale, con il quale hanno potuto esprimere esprimere una serie di opinioni e giudizi sugli argomenti trattati.

Scoprine tutti i particolari visitando il progetto.

Progetto App per Evento

Una volta, quando di parlava di software development, il primo pensiero andava immediatamente alla realizzazione di complessi software gestionali ad uso aziendale. Perlopiù si pensava a software acquistati presso intermediari specializzati, distribuiti su un dispositivo fisico (floppy, cd, chiavette, ...), e la cui installazione su computer e postazioni di lavoro era delegata all'utente finale.

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